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Star Wars: la lezione di un Grande Jedi sulla morte e sulla Forza

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Star Wars. Il libro Vuoi diventare uno Jedi? di Adam Giowitz, pubblicato da Giunti, è una rivisitazione del film “Star Wars: L’Impero colpisce ancora”. Agli eventi di Episodio V ne aggiunge di nuovi, arricchendo la storia già nota. Piccole cose, per carità, ma che rendono la lettura più intrigante. Ad esempio, ci sono “momenti inediti” che riguardano il primo incontro tra il Maestro Yoda e Luke Skywalker su Dagobah.

Ad un certo punto, Yoda racconta a Luke una vicenda che legata al Jedi chiamato K’ungfu, che potete leggere qui di seguito…

C’era una volta un Jedi di nome K’ungfu. Saggio era K’ungfu e forte. Ma a quel tempo nessuno più saggio o più forte del grande Maestro Chuang era. K’ungfu un giorno apprende che morto è l’apprendista del Maestro Chuang. Il Maestro K’ungfu invia un messaggero a Chuang, a portare le sue condoglianze. Quando il messaggero arriva, trova il Grande Jedi che… ride! con i suoi amici lui era. A fare musica, cantare, scherzare. Il corpo del suo apprendista giaceva lì e Chuang rideva!

Il messaggero si arrabbia. “Così,” lui chiede, “si comporta un grande Jedi quando il suo apprendista muore?”

Il Grande Jedi risponde al messaggero: “Dovrei battere testa? Strapparmi le vesti? Piangere e lamentarmi? Spostata la Forza si è. Nella forma del mio apprendista era. Ora, il mio apprendista, un aspetto diverso ha. Fermo. Calmo. Presto, parte del terreno lui sarà. Dovrei essere arrabbiato? Forse il mio apprendista è meno felice di essere diventato un’altra parte della Forza? Bisogna essere meno felici di diventare alberi che crescono o il mare che danza e ruggisce nel vento? Se felice lui è, perché piangere dovrei?”

Il Grande Jedi continuò: “E se io cambiare dovessi, se le mie spalle dovessero curvarsi, se i miei capelli dovessero cadere e la mia pelle cedere come un sacco – o peggio, se il mio gomito un gallo dovesse diventare, e il mio ginocchio un gatto – piangere forse dovrei? No. Chiedermi dovrò quale miracoloso cambiamento nella Forza è avvenuto. Scegliere io non posso ciò che accadrà a me o al mio apprendista. Così non piangerò. Meglio cantare.”

Dal maestro K’ungfu torna il messaggero. Quando questo riferisce ciò che il Grande Jedi a lui detto ha, K’ungu chiude gli occhi. “Certo,” dice, sorridendo e annuendo. “Molto da imparare ancora io ho”.