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Star Wars: la fiaba che Yoda raccontò a Luke e che pochi conoscono

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Star Wars. Il libro Vuoi diventare uno Jedi? di Adam Giowitz, pubblicato da Giunti, è una rivisitazione del film “Star Wars: L’Impero colpisce ancora”. Agli eventi di Episodio V ne aggiunge di nuovi, arricchendo la storia già nota. Piccole cose, per carità, ma che rendono la lettura più intrigante. Ad esempio, ci sono “momenti inediti” che riguardano il primo incontro tra il Maestro Yoda e Luke Skywalker su Dagobah.

L’anziano, prima di svelare a Luke di essere il maestro Jedi, gli racconta una storia, tramandata attraverso gli anni e che solo successivamente Luke comprenderà a pieno e ne farà tesoro. Qui di seguito vi riportiamo un estratto del libro con questa lunga favola

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana, viveva un uomo povero con i suoi tre figli. Il figlio più grande era forte e bello e tutti pensavano che fosse meraviglioso. E lui era d’accordo con loro. Il secondo figlio era saggio e intelligente, e tutti pensavano che anche lui fosse meraviglioso. E anche lui era d’accordo con loro. Il figlio più piccolo era calmo e riflessivo, e tutti pensavano che fosse un idiota. Ma lui non era d’accordo con loro. Solo che a nessuno interessava cosa pensasse lui.

Un giorno, il figlio più grande annunciò che voleva girare il mondo in cerca di fortuna. Il padre lo supplicò di non partire. “Rimani e aiuta il tuo povero padre con la fattoria! Se parti, chi mungerà la mucca e darà da mangiare alle galline? Moriremo tutti di fame!”

Ma il figlio grande rispose: “I miei fratelli possono mungere la mucca e dare da mangiare alle galline! Me ne vado in cerca di fortuna!” Quindi, preparò una borsa piena di cibo per il viaggio e se ne andò. Ben presto, giunse in una oscura e spaventosa foresta. Esitò davanti alle ombre della foresta. Poi vide, seduto a lato del sentiero, un rospo.

Il rospo gracchiò. “Fame io ho! Condividere tuo cibo con me vuoi?”. Ma il ragazzo si rifiutò. “Vattene, sudicio rospo! Sto andando in cerca di fortuna!” e si diresse a lunghe falcate dritto dentro il bosco oscuro. Giunse poi a un grande palazzo. I muri erano alti e forti come tronchi d’albero, e bandiere sventolavano da ogni torretta. Il fratello più grande chiese a una guardia chi vivesse in un castello così imponente. La guardia rispose che era la dimora di un grande re.

“Magari questo re mi farà comandante del suo esercito!” esclamò il fratello maggiore. “Portami da lui!”

Quindi venne portato dinanzi al re. Il sovrano era seduto su un semplice trono e non indossava alcuna corona. Quando il ragazzo vide il re, annunciò: “Sono venuto a cercare fortuna!”

“Fortuna tu cerchi?” rispose il re. “Allora fortuna tu avrai!” E con queste parole, il fratello maggiore venne all’istante trasformato in una mosca. Con la sua lunga lingua, il re afferrò il fratello maggiore trasformato in mosca e lo ingoiò in un solo boccone.

Tornando alla casa del pover’uomo, il fratello di mezzo e il fratello più giovane lavoravano il doppio per mungere la mucca e dare da mangiare alle galline e si prendevano cura del loro povero padre.

Ma dopo un po’ di tempo, il secondo figlio annunciò la propria intenzione di girare il mondo in cerca di fortuna, proprio come aveva fatto il fratello maggiore. Il padre lo supplicò di non partire. “Rimani e aiuta il tuo povero padre con la fattoria! Se te ne vai, chi mungerà la mucca e darà da mangiare le galline? Moriremo tutti di fame!”

Ma il secondo figlio disse: “Mio fratello può mungere la mucca e dare da mangiare alle galline! Me ne vado in cerca di fortuna!” Così, preparò una borsa piena di cibo per il viaggio e se ne andò. Seguì la stessa strada del fratello più grande, e presto arrivò alla stessa oscura foresta. Anche lui, come il fratello, esitò davanti alle ombre della foresta. E poi vide, seduto a lato del sentiero, un gatto.

“Fame io ho” disse il gatto. “Condividere con me tuo cibo vuoi?” Ma anche il secondo fratello si rifiutò. “Vattene, gatto rognoso! Sto andando in cerca di fortuna! e si diresse a lunghe falcate dritto dentro la foresta. Presto arrivò allo stesso imponente palazzo e anche lui chiese alla guardia chi ci vivesse. La guardia rispose che ci abitava un grande re.

“Magari mi farà suo consigliere di fiducia!” esclamò il secondo fratello. “Portami da lui” Quindi venne portato dinanzi al re. Quando il ragazzo lo vide, annunciò: “Sono venuto in cerca di fortuna!”

“Fortuna tu cerchi?” risposte il re. “Allora fortuna tu avrai!” E a queste parole, il secondo fratello diventò un topo. Il re lo ghermì con una zampa, lo schiacciò e poi se lo mangiò.

Ma ritorniamo alla casa del pover’uomo. Il fratello più giovane lavorava il triplo per mungere la mucca, dare da mangiare alle galline e prendersi cura del povero padre.

Ma un giorno, il fratello più piccolo andò dal padre e disse: “Padre, vorrei andare per il mondo e scoprire cosa è successo ai miei due fratelli.” Il padre lo supplicò di non partire. “Sei solo un semplice ragazzo. Ti perderai, o peggio. Rimani qui e mungi la mucca e dai da mangiare alle galline e prenditi cura del tuo povero, vecchio padre.” Ma il figlio più giovane disse: “Ho messo da parte dieci secchi di latte da bere e cento uova da mangiare per te, dato che i miei fratelli se ne sono andati c’è il cibo in abbondanza adesso. Mangia quello che ho messo da parte per te, e ti prometto che tornerò prima che finisca tutto.”

Quando il padre vide cosa aveva fatto il figlio più piccolo , lo lasciò partire. Quindi il ragazzo preparò una borsa con un po’ di cibo e prese la stessa strada che avevano preso i suoi fratelli. E preso, arrivò alla stessa foresta. Lui, come i suoi fratelli, esitò davanti alle ombre del bosco. E poi vide, seduta a lato del sentiero, una gallina.

“Fame ho,” disse la gallina. “Condividere con me tuo cibo vuoi?” Allora il fratello più giovane si sedette, aprì la borsa e dispose tutto il cibo che aveva portato con sé per terra. E lui e la gallina mangiarono finché non furono sazi. Una volta che ebbero finito, il fratello raccolse la borsa e si avventurò nell’oscura foresta. Lo stomaco iniziò a borbottare, ma la borsa era vuota. Camminò miglia e miglia, finché le gambe non gli tremarono ed era sul punto di svenire per la fame. Proprio quando pensava che non sarebbe più riuscito ad andare avanti, arrivò al castello nel bosco.

Chiese alla guardia chi ci abitasse e udì che si trattava di un re. “Forse il re sa dove sono i miei fratelli!” domandò. “Potrei vederlo?” Era così debole per la fame che la guardia dovette portarlo in braccio sino alla sala del trono del re. Quando il ragazzo vide il re, si inginocchiò. “Per favore, re, aiutami a trovare i miei fratelli, che si sono avventurati in questa foresta e sono scomparsi.” “Inoltre,” aggiunse “sono davvero affamato.”

Il re rise e la sua risata aveva un suono simile al chiocciare di una gallina. Poi il re disse: “I tuoi fratelli vedere tu non puoi. Morti loro sono. Ma questo cibo per galline prendere tu devi. Alle galline di tuo padre tu lo darai. E fame mai più tu avrai.” Quindi il ragazzo tornò a casa, senza fratelli ma con il cibo per le galline.

Il padre pianse dalla gioia, quando vide che il figlio più giovane era tornato da lui. Quindi diedero il cibo alle galline. E da quel giorno, le galline deposero uova d’oro e il ragazzo e il padre vissero per sempre felici e contenti.

Dopo il racconto, Luke intuisce che la strana creatura di Dagobah è proprio Yoda e a questo punto aggiunge: “Io… io capisco la storia adesso. Parlava di Yoda. Eri tu la rana e il gatto e la gallina e il re. Mentre io ero ciascuno dei tre fratelli.”

Yoda chiarisce: “Il primo dei due fratelli tu eri”. Luke, che sembra aver intuito la lezione, gli risponde “Sì, lo ero. Ma non lo sarò più. Sarò il figlio più giovane. Ti crederò. Ti ascolterò. Imparerò. Io non ho paura”.

La risposta di Yoda la conosciamo tutti: “Tu l’avrai, tu l’avrai”.

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