Star Wars Luke Skywalker abbatte Darth Vader notte Ben Solo

Star Wars: Luke vs Darth Vader e Ben Solo. La grande differenza

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Star Wars. Luke Skywalker è il grande eroe della saga creata da George Lucas. Non è un eroe perfetto, ma un eroe che sa rialzarsi dopo le cadute (anche morali), sa fare autocritica, sa prendere decisioni sagge al momento giusto. Infatti, in molteplici occasioni abbiamo conosciuto quella che può essere definita come “la furia di Luke“, caratteristica che dimostra il suo lato più umano e delicato.

Quando percepisce una concreta e grossa minaccia nei confronti delle persone che più ama, l’eroe perde il controllo e sente sul collo il fiato del Lato Oscuro. La tentazione di cedere alla rabbia fa parte della sua caratterizzazione, così come quella capacità di fermarsi in tempo, prima di perdere del tutto il controllo e trasformarsi in un mostro come i Sith.

Abbiamo visto Luke reagire in maniera esasperata in due occasioni in particolare, ma la reazione finale è stata l’opposta. Sono due scene che spesso vengono accostate dal fandom che tenta di analizzare le varie sfumature della saga.

La prima è quella relativa al duello finale tra Luke e Darth Vader, visto in Star Wars Episodio VI – Il Ritorno dello Jedi. La seconda riguarda la reazione scomposta, ma subito “repressa”, che ha la notte in cui decide di scoprire il destino e il cuore del nipote Ben Solo.

Da una parte c’è un uomo, notoriamente malvagio, una vera e propria mostruosità, temuta da tutta la Galassia. Luke aveva percepito del buono in lui, un qualcosa che spingeva suo padre ad abbandonare tutto quel percorso di potere e violenza, per ritornare ad essere chi era: Anakin Skywalker, l’eroe Jedi che tanto bene aveva fatto e che sognava un mondo migliore. Pur percependo queste sensazioni positive, pur volendolo salvare, Luke nel suo incontro finale, dopo aver ascoltato una sola nei confronti della sorella Leia, ha reagito nella maniera più violenta possibile. L’ha colpito fino ad abbatterlo, amputandolo, arrivando quasi ad ucciderlo, puntandogli la spada mentre era a terra, ormai sconfitto. Altro che “c’è del buono in lui”… Il ragazzo si è fermato solo dopo aver capito il suo errore, che l’avrebbe trasformato in un nuovo mostro, in un nuovo Sith.

Dall’altra parte (parliamo adesso del nipote) c’è un giovane, suo allievo, il quale da diverso tempo manifesta qualcosa di terrificante, un’attrazione verso il Lato Oscuro. Una notte Luke – come visto in Star Wars The Last Jedi – decide di leggergli la mente e il cuore nel sonno, ma quel che riscontra è l’esatto contrario di ciò che percepiva in Darth Vader. Qui c’è un giovane padawan ben deciso di andare nell’opposta direzione:

“Ho visto l’oscurità. La percepivo crescere in lui. La vedevo a tratti durante il suo addestramento. Ma poi ho guardato dentro e andava oltre ciò che avessi mai immaginato. Snoke aveva già convertito il suo cuore. Avrebbe portato distruzione, e dolore, e morte, e la fine di tutto ciò che amavo, con quello che sarebbe diventato.”

In quell’istante terribile il maestro Luke Skywalker scopre le intenzioni del nipote e vede tutto l’orrore che porterà nella Galassia. Percepisce il pericolo delle persone care: Leia, Han, Chewbacca, tutti i suoi piccoli padawan, i suoi amici e alleati, tantissimi innocenti sparsi sui vari pianeti. Il senso di orrore lo devasta, così come la paura. Reagisce di istinto, accarezzato dal Lato Oscuro, crede per un solo istante che Ben deve essere fermato. E’ un attimo fugace, che respinge con disprezzo verso se stesso e vergogna. Non sfiora il ragazzo e mai lo farà. Anzi, sa bene che non può sconfiggerlo, perché un eventuale scontro potrebbe fargli perdere il controllo e trasformare “l’eroe della Galassia” nei mostri che ha sempre combattuto. Per questo si ritira, schiacciato dal peso del suo fallimento.

Un tempo per salvare un padre che lo implorava (sotto, sotto) di aiutarlo a tornare buono aveva reagito con aggressività, arrivando quasi ad ammazzarlo. Con Ben, invece, non ha mosso un solo dito, frenando ogni istinto spinto da quel Lato Oscuro che lo ha sempre chiamato a sé, ma al quale è riuscito a chiudere le porte sempre, fino all’ultimo istante della sua vita terrena.

A proposito, nell’articolo sottostante il risultato di un esperimento sul fandom.