Star Wars Prosset Dibs Jedi Sith Inquisitore

Star Wars: la “corruzione” dell’Ordine Jedi spiegata bene da Prosset Dibs

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Star Wars. I Jedi nel periodo della Repubblica non erano veri servitori del Lato Luminoso della Forza. Qui-Gon Jinn è stato uno dei primi Jedi a cogliere questo aspetto e c’è chi, nel periodo delle Guerre dei Cloni, ha provato addirittura a ribellarsi alla deriva oscura dei Jedi, trasformati dalla Repubblica in una macchina da guerra. Questo qualcuno si chiama Prosset Dibs, il quale non solo non fu ascoltato, ma subì un duro processo, cosa che lo destabilizzò a tal punto da farsi tentare dal Lato Oscuro, diventando dopo l’Ordine 66 uno degli Inquisitori.

La sua storia è stata raccontata nella miniserie a fumetti Marvel Comics su Mace Windu, intitolata “Star Wars – Mace Windu: Jedi della Repubblica“, disponibile in Italia in volume grazie a Panini Comics. Ambientata durante la Guerra dei Cloni, offre interessanti spunti di riflessione sui Jedi, sul loro ruolo nella Galassia.

Star Wars – Il punto di vista di uno Jedi sugli Jedi

Le Guerre dei Cloni verranno ricordate sempre come il periodo più cupo per l’Ordine Jedi, per la Repubblica e per la Galassia stessa. Infatti, l’ombra del Lato Oscuro e le manovre dei Sith (Darth Sidious) hanno portato caos ovunque, incertezza, mostrando il lato debole di ogni istituzione o personaggio.

L’Ordine dei Jedi ha patito ogni manovra del Signore dei Sith, arrivando ad un punto di non ritorno. Cosa è bene, cosa è male? Cosa deve fare un vero Jedi, cosa non deve fare? I Jedi hanno perso coesione, ma non solo come gruppo di difesa, ma anche la loro “dottrina” è stata messa a dura prova.

Per capire il “lato puro” dello Jedi ci affidiamo ai pensieri di chi era convinto che la via intrapresa (quella della guerra) fosse ormai la meno adatta. Il Jedi in questione è lo scettico Prosset Dibs. Mace Windu ce lo descrive così:

“La mancanza della vista gli ha donato un intuito eccezionale. E’ in sintonia con la Forza come ogni Jedi che io conosca. La missione si gioverà della sua preziosa capacità di analisi e comprensione”.

Dunque, lo stesso Windu riconosce che Prosset Dibs ha una mente lucida, in grado di intuire come vanno le cose, meglio di tanti altri. Il team di Windu è stato assemblato per una missione legata alla Guerra dei Cloni. La prima frase che pronuncia Dibs descrive bene quale dovrebbe essere il rapporto tra Jedi e guerra:

“Personalmente, non c’è nulla in questa missione che io sia ansioso di compiere. La Forza… freme. La guerra non è un posto per uno Jedi”.

Più avanti aggiunge:

“Avverto inquietudine nella Forza. Tutti i nostri insegnamenti, le nostre convinzioni stanno per essere saggiati. Non distinguo con chiarezza i passi che mi stanno dinnanzi”.

La decisione dei Jedi di prendere parte ad una guerra, come se fossero una vera e propria organizzazione militare, si intuisce, non dovrebbe essere un’indicazione della dottrina, anzi…

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Mentre gli altri Jedi come il maestro Fisto sono concentrati sulla battaglia e sulle strategie di guerra, Dibs cerca di ricordare il loro ruolo nella missione, sottolineando quello che un Jedi dovrebbe fare quando interviene:

“Ciò che dobbiamo fare è trovare e curare i feriti. Questa era la nostra missione. Tenerli al sicuro è la nostra priorità”.

La situazione si aggrava e dopo aver individuato una serie di cadaveri (indigeni del pianeta dove erano approdati), il cieco esclama con durezza:

“Onorarli? Non andavano messi in questa situazione fin dal principio. Il conflitto estende i suoi perfidi tentacoli su un pianeta che non c’entrava niente con la guerra e questa gente ne ha pagato il prezzo più alto. E’ così che custodiamo la pace? Così i Jedi compiono il loro dovere?”.

La dottrina Jedi, lette le sue parole, sembra non andare troppo d’accordo con quello che i Jedi sono diventanti, partecipando ad una guerra con manovre offensive, come un esercito pronto a tutto pur di massacrare il nemico e conquistare terreno. Ed è qui che esplode tutta la sua rabbia e finisce ad avvisare i suoi colleghi su quello che sta succedendo veramente:

“Sei un’ingenua, giovane Jei. Svegliati ragazza, il Consiglio ti sta usando. Sei una pedina. Nient’altro che un clone vestito da Jedi. Non ho mai approvato il ruolo degli Jedi in questa guerra. Non era in linea con la mia opinione della dottrina… Il Consiglio si nasconde dietro al pretesto della guerra. Ma è una falsità. Noi siamo qui per lo stesso motivo della Confederazione. Per la scalata al potere. Per vincere una guerra che non abbiamo ragione di combattere. Per avvantaggiare i perversi scopi del consiglio con la pretesa di fare la cosa giusta.”

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Dopo, ingaggiando una dura battaglia contro Windu, gli urla in faccia:

“Ciò a cui rinuncio è un Consiglio Jedi che ha voltato le spalle ai suoi insegnamenti. Questa non è la nostra vera natura. Non potete cambiare l’ideologia dell’Ordine solo per assecondare i vostri capricci. Guerra per la pace?”.

Ovviamente, qui bisogna spiegare le ragioni dello stravolgimento delle strategie del Consiglio, che ha forzato la mano per fronteggiare un male supremo. Lo fa Windu, parlando così della guerra in corso:

“…è l’unica scelta che è stata tracciata davanti a noi. Non la volevamo. Ma se devo prendere un’arma per proteggere ciò che so essere giusto, allora sia così. Non ci addestriamo a usare le spade laser solo perché adornino il nostro fianco.”

Star Wars – Il processo a Prosset Dibs

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Prosset Dibs verrà poi processato dal Consiglio. In sede di interrogatorio il jedi spiegherà così le sue ragioni per aver disertato:

“Non ho niente da rispondere. Non ho fatto niente di sbagliato. Siete voi i maestri. Vi siete autoproclamati arbitri della Forza e siete voi a dare una spiegazione. Voi che, con il pretesto di servire l’esercito della Repubblica, inquinate gli insegnamenti che mi stanno a cuore. Sedete su troni fatti di inganno, dando ordini a quanti sono sotto di voi per i vostri scopi. E’ ironico che un cieco sia l’unico a vedere la vostra natura.”

Mace Windu e il Consiglio non osano condannarlo a morte. Windu in qualche modo comprende le sue parole e sentenzia:

“Prosset è una vittima di questo terribile conflitto al pari di chiunque altro. E’ confuso e adirato. Entrambi sentimenti validi. Non dovrebbe essere incolpato per questo. E’ nostro dovere aiutarlo. Riportarlo alla luce. Questa è la dottrina a cui mi attengo.”

Questa avventura di Star Wars si conclude con un avvertimento di Dibs a Mace Windu, che sembra proprio una profezia:

“Si prendono gioco di te, Maestro Windu. Molto più di quanto tu non prenda in giro te stesso. La tracotanza sarà la tua rovina. E io riderò quando starò accanto al tuo corpo caduto”.

Tra i “caduti nel Lato Oscuro”, come anticipato ci sarà anche lo stesso Prosset Dibs, che spinto dalle vicende oscuro che hanno avvelenato l’Ordine ed il suo equilibrio mentale (alimentandolo di rabbia), farà scelte che andranno a contraddire tutto ciò in cui crede. Infatti, diventerà uno degli Inquisitori.

In qualche modo aveva ragione e la sua idea di dottrina era quella più pura: sosteneva l’idea di Jedi come difensore della Pace, guidato solo dalla Luce.

Tutte le preoccupazioni di Prosset Dibs erano fondate e la degenerazione bellica dell’Ordine è stato il primo passo verso la sconfitta, il primo passo verso l’Impero, il primo verso una Galassia nelle mani dei Signori dei Sith.

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