Star Wars Rey Skywalker

Star Wars: Rey rinnega il cognome Palpatine. Analisi della scelta

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Star Wars. La saga degli Skywalker finisce con Rey che decide di essere identificata come una Skywalker. Anche questa scelta ha spaccato il fandom. C’è chi non gradisce vedere il cognome “Skywalker” preso da una Palpatine, c’è chi considera la scelta della ragazza un’offesa alla sua famiglia di origine. Ogni opinione, negativa o positiva va rispettata, ma ne approfitto per dire la mia sull’argomento.

Prima di tutto faccio notare che Rey è cresciuta senza famiglia, senza una identità specifica: lei è Rey “nessuno” che viene da Jakku. E’ sempre stata alla ricerca di un suo posto nella galassia e di qualcuno a cui legarsi, in cui rivedere una figura paterna. Kylo Ren in Star Wars Episodio VIII – Gli Ultimi Jedi le fa notare che lei aveva visto in Han Solo una figura paterna, per poi avere iniziato ad avere gli stessi sentimenti in Luke Skywalker.

Cosa ancora più importante, che viene specificato in Episodio IX – L’Ascesa di Skywalker, attraverso la bocca dello stesso Kylo Ren, è che i genitori di Rey hanno scelto di essere nessuno, un po’ come lei. Il padre di Rey, figlio di Palpatine, non solo ha rinnegato l’Imperatore come figlio, ma si è spogliato dall’essere Palpatine preferendo essere un senza nome.

Dunque, quest’uomo, con il consenso della madre di Rey, ha scelto con decisione di nascondere Rey nel nulla, rendendola nessuno, di rendersi nessuno, per non far essere Rey una Palpatine. Non sappiamo granché della vita di quest’uomo e, proprio perché era un segreto dell’Imperatore, probabilmente sarà cresciuto in un contesto familiare diverso, forse scoprendo solo da adulto la sua origine o il suo destino. Non abbiamo “garanzie” che il suo cognome effettivo fosse “Palpatine” (Leia è rimasta una Organa fino alla fine).

Il padre di Rey è un vero e proprio anti-Palpatine, che ha preferito morire piuttosto che continuare ad essere legato a quel demonio e tenerci legata sua figlia. E non è stata l’unica rinuncia: ha perso l’opportunità di vivere con sua figlia, di vederla crescere, di darle una vita dignitosa. Il tutto per non legare il suo futuro, il suo destino a Palpatine. L’ha abbandonata da piccolissima, cancellando “Palpatine” dalla sua vita.

Perché non solo Palpatine voleva sfruttare la sua discendenza per fare qualcosa di mostruoso, ma il nome “Palpatine” di certo è un simbolo di oppressione e terrore, per tutta la Galassia. E’ un fardello che mette in pericolo la propria stessa esistenza, in un universo spietato, incattivito per decenni da un Sith che distrutto interi pianeti.

Rey, dunque, non mi sembra mancare di rispetto a suo padre ed a sua madre rinnegando il cognome che loro stesso avevano rinnegato. Anzi, abbraccia pienamente la loro scelta il loro sogno ottenuto con il sacrificio della vita, liberando la Galassia stessa dal peso di una dinastia che significa solo orrore, paura, oppressione e morte.

La scelta finale della ragazza di farsi identificare come “Skywalker” è positiva, perché rispetta la dinastia che le ha salvato la vita e l’anima. Una dinastia leggendaria, dalla quale deve ripartire la Galassia e lo stesso Ordine degli Jedi. Perché Rey ha una responsabilità come ultimo Jedi e dovrà ricostruire l’Ordine attraverso due elementi puri e legati alla Luce: i sacri testi Jedi e l’esempio di tutti coloro che hanno avuto il prezioso sangue Skywalker.

Non finisce qui. Rey e Ben Solo sono una Diade nella Forza, ovvero una creazione forte quanto la vita stessa che ci è stata descritta da Lucasfilm come “essere una sola cosa nella Forza”. Rey e Ben nella Forza sono un’unica entità, legata da sempre e per sempre (nello spazio e nel tempo). Quindi Rey è legata agli esseri Skywalker per natura e per nascita. Rifiutando il Lato Oscuro, insieme a Ben, la Diade ha combattuto Palpatine sia dall’esterno (affrontandolo), sia dall’interno (restando portatori di Luce).