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Star Wars: come “smontare” Anakin per far conciliare Profezia/Redenzione

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Star Wars. La Profezia del Prescelto è stata introdotta da George Lucas attraverso la Trilogia Prequel. Prima di essere “metabolizzata” dal fandom, anche la Profezia ha avuto i suoi problemi ed ancora oggi può diventare un argomento di discussione. Secondo molti il percorso profetizzato del Prescelto “cozzava” con quello di redenzione, sminuendo proprio il tema portante e più importante di Star Wars.

Il creatore della saga ha voluto inserire la Profezia a tutti i costi nella sua grande storia, quindi va tenuta in considerazione come elemento fondamentale. Per parlare della Profezia è necessario fare una premessa importante: il compito del Prescelto è quello di ristabilire l’Equilibrio nella Galassia attraverso la distruzione dell’opera dei Sith e dei Sith stessi. Cosa è questo Equilibrio? In tanti lo considerano un “calcolo matematico” tra numero di Jedi e numero di Sith, sostenendo che l’Equilibrio sia possibile solo nel caso di parità numerica.

Star Wars Anakin Skywalker Darth Vader Equilibrio

Questo è un errore di interpretazione, visto che George Lucas e la Lucasfilm hanno ben definito il significato di Equilibrio: lo si ottiene quando la Luce, attraverso i suoi strumenti, riesce a “sedare” il Lato Oscuro che sta prevalendo.

Non c’è Equilibro quando il Lato Oscuro cresce a dismisura attraverso force user che riescono a spadroneggiare nella Galassia attraverso il Lato Oscuro e “contagiando” attraverso il Lato Oscuro altri force user e non solo. L’Impero Galattico è l’esempio massimo di Squilibrio (in quell’epoca, almeno nei film, c’erano due Sith e due Jedi, ma l’Equilibrio era perduto).

Cosa succede quando c’è Squilibrio? La Forza interviene attraverso la Luce, come se fosse un rimedio, una cura, uno strumento per annientare l’oscurità. Dunque, la presenza di 1000 Jedi (che seguono la Forza e servono la Luce) e zero Sith deve essere considerata una condizione di Equilibrio.

Il Prescelto era destinato a fermare Darth Sidious e la catena dei Sith, per evitare lo Squilibrio massimo. Invece è proprio lui che lo provoca, determinando la fine della Repubblica e la distruzione dell’Ordine Jedi (ormai confuso, disorientato, spezzato dalle strategie oscure del Sith).

Star Wars Palpatine piccolo Anakin Skywalker addestramento Sith

La Forza aveva creato Anakin Skywalker con uno scopo ben preciso, ma le sue debolezze da uomo, l’incapacità di chi gli era intorno di capirlo e gestirlo, gli inganni di Sheev Palpatine e la sofferenza indotta dal caso, dagli intrighi, dalla Forza stessa (forse in maniera punitiva), lo hanno portato a fare una scelta. Quel che Anakin Skwyalker fa, pur sapendo di essere il Prescelto, è proprio tradire la Luce e fare un patto fatale con il Lato Oscuro. Un comportamento disperato ed arrogante, che ha provocato l’effetto contrario sperato dalla Forza stessa: Anakin distrugge l’Equilibrio definitivamente e permette a Darth Sidious di governare, gettando la Galassia intera nelle braccia del Lato Oscuro per un ventennio circa. Anakin è andato contro la Profezia stessa, ha deciso volontariamente di rinnegare la propria origine, il proprio destino per motivi ben noti, distruggendo se stesso, partorendo Darth Vader e, praticamente, annientando la Profezia.

Anakin Skywalker sceglie di essere l’anti-Anakin Skywalker e quindi l’anti-Prescelto.

Star Wars – La redenzione superiore alla Profezia

La metabolizzazione della Profezia, come detto, non è stata immediata. Perché una gran parte del fandom, innamorata della Trilogia Originale, aveva in mente uno Star Wars come la saga di Luke Skywalker e del suo gruppo speciale formato da Leia Organa, Han Solo, Chewbacca ecc… Ed aveva amato la figura di Darth Vader non solo per la sua presenza oscura, imponente, piena di rabbia, ma anche per aver individuato in lui il conflitto, che ha portato al ritorno di Anakin Skywalker. In quel caso, non come Prescelto, ma come “redento”. Star Wars (Trilogia Originale) aveva trovato la sua completezza e perfezione simbolica proprio nel ritorno dello Jedi, un ritorno mosso dal concetto strepitoso di redenzione, che ha stravolto il destino della Galassia, dei personaggi ed il rapporto stesso tra il pubblico e Darth Vader.

Darth Vader Luke Skywalker Leia Organa

All’epoca era una redenzione libera, spontanea, di cuore, provocata dalla ritrovata capacità di amare e di ricevere amore, provocata dal dolore di veder soffrire e morire chi si ama. Era il simbolo della “giusta scelta”. Perché la morte di Darth Vader è proprio il frutto di una scelta di Anakin Skywalker che sembrava ormai impossibile. Il Signore dei Sith (Vader) muore quando il Jedi riesce a trovare la forza di abbandonare il Lato Oscuro per tornare a fare un gesto di amore. Ed è qui che abbiamo scoperto la differenza tra abbracciare il Lato Oscuro e vivere nella Luce, servire la Luce: il Jedi tornato elimina l’Imperatore per fare qualcosa di buono, non per una corsa al potere, non per odio o vendetta o per compiere chissà quale destino profetizzato.

Invece, con la Trilogia Prequel, George Lucas introduce la Profezia, un concetto affascinante e che solitamente rende ancora più epiche certe saghe. Molto spesso le profezie si rivelano vere e proprie zavorre nelle storie, perché sembrano dettare un percorso già scritto, un percorso che deve semplicemente essere portato a termine, attraversato: il protagonista viene semplicemente spinto ad agire in una certa maniera perché “dovuto”, perché non esistono alternative per concludere la sua avventura.

Star Wars – Un evitabile scontro generazionale

Giustamente, una grossa fetta di fan (della prima generazione) ha sofferto l’introduzione di un elemento che ha inciso non di poco sull’elemento portante della Trilogia Originale (la redenzione). Tutto quello a cui avevano assistito, a causa di una profezia, è sembrato passare in secondo piano. Non dimentichiamo che Star Wars nasce come la storia di Luke Skywalker, per poi divenire sempre più la storia di Luke Skywalker e Leia Organa, per finire come la storia di Luke Skywalker, Leia Organe e Anakin Skywalker solo nei minuti finali.

I protagonisti che avevano fatto sognare tanti bambini ed adolescenti, attraverso l’introduzione della Profezia, di colpo erano stati soppiantati dalla figura che rappresentava tutto ciò che hanno combattuto. Come se ogni loro sacrificio, ogni loro sforzo, ogni sentimento servisse semplicemente per spingere Anakin a compiere quel che doveva.

Tutti strumenti di un destino già delineato, che ha aperto la strada al compimento di una profezia? La rabbia dei fan verso la decisione di George Lucas di stravolgere i ruoli va compresa, ma bisogna sforzarsi a trovare un punto di incontro tra presente e passato e far conciliare l’inconciliabile.

Dunque, la Profezia sembra esaltare l’eroe caduto, quasi divinizzandolo ed accettandolo come eroe ritrovato e definitivo. Cosa abbastanza inaccettabile, perché il passato ha un peso, gli errori hanno un peso che un personaggio come Anakin Skywalker non vuole liberarsene. Anzi, si sacrifica e muore proprio per espiare certe colpe, che non possono essere cancellate. E’ Anakin Skywalker che accetta di non essere un “prescelto”, accettando la sua stessa fine per compiere un gesto di amore verso i figli, verso la Galassia che aveva martoriato, senza nemmeno pretendere il perdono (che Luke gli concede, perché il ragazzo ha capito il dramma di aprirsi al Lato Oscuro).

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In Star Wars Episodio VI si compie la Profezia della distruzione dei Sith, ma non perché esiste una Profezia, non perché Anakin è destinato a fare quello. Anakin è l’esempio negativo della saga che viene “graziato”. Luke Skywalker fa di tutto per lottare per lui, la Forza stessa lo accoglie nella Luce e ce lo mostra come Fantasma di Forza nel massimo del suo splendore.

Anakin resta colui che ha fatto una scelta mostruosa, che ha perseverato nell’odio e nella rabbia per odio verso se stesso, che a causa di un patto col demone si è trasformato in un oppressore assettato di sangue. Non è lui l’eroe di questa storia, ma colui che ha traviato la Profezia. Il suo percorso è fatto di errori ed orrori, mentre la Profezia si compie per chi ha sempre fatto le cose giuste, con coraggio, onore, dopo aver subito tutti i mali del mondo, schiacciati da tragedie e atrocità, subendo la violenza stessa dell’essere chiamato Darth Vader, loro padre. I suoi figli Luke e Leia sono l’energia positiva della saga, sono la Luce che non ha ceduto all’oscurità e che non ha tradito la Forza. Sono il motore di Star Wars che ha reso possibile il compimento di una Profezia, che ha coinvolto anche colui che aveva tradito se stesso, tradito il Prescelto.

Star Wars – Come far conciliare Profezia e Redenzione senza sminuire quest’ultima

Solo così si può tornare a parlare dell’importanza primaria della redenzione. Anakin torna perché viene spinto dall’amore non più dalla Profezia: un amore che riceve da Luke Skywalker e che finalmente trova la forza per restituire. E lo fa con redenzione che significa proprio “iniziare a disgustare se stesso, per le proprie colpe ed agire con massimo sforzo per rimediare ad ogni errore”. Cioè accettare di non essere degno di essere chiamato Prescelto e salvare la vita a chi più di te si è dedicato fino in fondo per portare a termine quel che era di tua responsabilità.

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Luke Skywalker non l’ha abbandonato, ha sfidato la morte pure di salvare il padre, rischiando anche di crollare nel Lato Oscuro in una missione suicida e di perdere il controllo. Ha scelto proprio di non fallire come il Prescelto aveva fallito per riportare la Luce e proprio vedendo l’immagine di quel “prescelto fallito”, ridotto come un mostro meccanico, spezzato per terra e nell’anima, è diventato l’eroe per eccellenza. Ha superato il prescelto, riscoprendosi un Jedi e rovinando tutti i piani di Darth Sidious.

E l’Equilibro si è ristabilito così, grazie ad una buona scelta di un essere toccato dalla grandezza del figlio, che ha portato la storia verso alcuni eventi fondamentali: la morte di Darth Vader (come Sith complice dello Squilibrio), la morte di Darth Sidious, l’interruzione della catena millenaria dei Sith per la prima volta nella storia e la fine del loro impero di oscurità. Con la fine del dominio dell’Imperatore Palpatine e la liberazione della Galassia la Forza ha ritrovato a lungo il suo Equilibrio.

Quindi la redenzione resta il momento finale di una storia travagliata, un momento bellissimo e libero, che non dipende da alcuna Profezia che il Prescelto stesso aveva deciso di non seguire quando si è trovato di fronte al bivio: essere il Prescelto figlio della Luce o aprirsi all’Oscurità.

Va assolutamente riscoperto il giusto valore della redenzione che nasce dai sentimenti, come atto spontaneo, che parte dal cuore e come rifiuto di se stesso e del Lato Oscuro.

Il ciclo di Anakin non si chiude da eroe, ma da pentito che alla fine ha fatto la cosa giusta. E lui è il primo a saperlo, rimediando ad un oceano di dolore che ha provocato sacrificando se stesso, rinunciando a venti anni circa di rincorsa al potere, scomparendo da un mondo che aveva tradito. Attraverso una scelta di colui che era stato indicato come Prescelto la Profezia si compie, ma questo non deve far dimenticare che il ruolo di Prescelto è stato ripudiato, distrutto e rovinato dallo stesso Anakin.

Per questo la redenzione era, resta e deve restare il cuore della Trilogia Originale, il messaggio più importante di Star Wars. Una redenzione slegata da un destino profetico, che consapevolmente è stato ripudiato. La catena dei Sith viene interrotta grazie alla perseveranza di chi non ha mollato mai ed ha riabilitato il valore dello “Skywalker”.

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