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Star Wars: analisi sulla scelta di Mustafar. E’ un punto debole di Vader?

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Star Wars. L’albo a fumetti Darth Vader #49, pubblicato da Panini Comics, ci ha presentato una storia canonica significativa, scritta da Charles Soule e disegnata da Giuseppe Camuncoli. Nella parte finale di un’avventura veramente tetra e ricca di azione, assistiamo ad un dialogo profondo tra Darth Sidious e lo stesso Vader.

Il loro dialogare termina con una scelta di Vader di farsi “donare” Mustafar come pianeta di sua esclusiva proprietà. Qui di seguito un breve resoconto di quanto è avvenuto…

L’Imperatore dà un ordine a Vader, chiedendogli di recarsi ad Alderaan, per dare una lezione a Bail Organa (il quale crede che il suo mondo sia inviolabile ed immune al potere dell’Imperatore). Darth Vader si rifiuta di obbedire, anzi rilancia:

“Ho distrutto i restanti Jedi per te. E farò ogni altra cosa che mi chiederai. Ma prima… ti chiedo di darami un mondo”.

La risposta di Darth Sidious sembra contenere le motivazioni di tale richiesta:

“Ah Capisco, un posto per affinare la tua tecnica o la tua rabbia. Direi un posto per sperimentare ciò che ti dà piacere. Ma sappiamo entrambi che tu non ti permetti niente del genere. Sì, Coruscant è mio, ma anche tu avrai un tuo mondo, da plasmare come desideri. Naboo, forse? So che ha legami con quel pianeta. questo è il segno di quanto ti stimo, mio apprendista. Ti darei il mio mondo Natale. O il tuo, Tatooine. Potresti bruciare la sua sabbia fino a tramutarla in vetro, vendicare mille volte la sofferenza che vi hai patito”

Darth Vader non ascolta i suggerimenti dell’Imperatore e con una risposta secca pretende Mustafar.

Poco prima di questa scena, l’Imperatore aveva fatto già un regalo al suo apprendista: il vascello reale di Padmé Amidala. Perché Darth Sidious ha pensato di offrire all’ex Anakin Skywalker il vascello di sua moglie, il pianeta di sua moglie o lo stesso Tatooine (dove era morta sua madre)?

E’ questo il punto più intrigante di questo fumetto. Palpatine voleva sfruttare Vader fino in fondo, ma non si fidava ciecamente di lui. Era convinto che Anakin non era stato annientato del tutto e, di tanto in tanto, metteva alla prova il suo apprendista per seppellire totalmente la sua coscienza e affievolire ogni legame con la Luce.

La provocazione era per Sidious un’arma importante per controllare il giovane Signore dei Sith. Grazie alla provocazione ed alla continua umiliazione (gli ricordava un passato di tragedie, dolore, dove aveva perso tutto, compresi tutti i suoi amori) tentava di stimolare la sua rabbia, rafforzando la presa del Lato Oscuro.

Darth Vader nel corso del tempo è riuscito a mascherare tutto il suo dolore di aver fatto scelte mostruose e per farlo si è auto-punito accettando l’inferno che aveva provocato, alimentandone le fiamme. Anche per questo pretende Mustafar, la sua prigione eterna, dove cancellare del tutto il ricordo di Anakin e dei suoi sentimenti positivi. Perché Vader sentiva e sapeva di non meritare più il perdono, perché aveva macchiato per sempre la figura di un eroe, con sogni da eroe e sacrifici da eroe, la figura di un ragazzo che voleva semplicemente vivere amando, non tollerando la sofferenza delle persone a lui vicine.