David Benioff D.B. Weiss Star Wars

Star Wars: vi spiego perché non “temo” David Benioff e D.B. Weiss

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Star Wars avrà una quarta Trilogia, che è stata affidata a David Benioff e D.B. Weiss, showrunner della serie tv Game of Thrones. Le stagioni finali dello show non hanno convinto i più, hanno fatto “arrabbiare” molti fan ed oggi ci ritroviamo con un fandom di Guerre Stellari preoccupato per il futuro della saga. La conferma del loro ingaggio, alla luce degli episodi dell’ottava stagione di GOT, ha scatenato indignazione e panico. I fan più equilibrati hanno espresso il loro disappunto sui social network.

La quarta Trilogia sarà quel disastro annunciato? In realtà sono tranquillo, per diverse ragioni. Prima di giudicare un lavoro preferisco osservarlo (anche più di una volta) con i miei occhi. Anche i più grandi artisti possono sbagliare, così come possono rialzarsi in piedi e conquistare il pubblico con opere diverse e di qualità superiore. Quante volte sceneggiatori e registi top hanno fatto flop!

Fatta questa premessa, ribadisco preciso che non temo affatto
David Benioff e D.B. Weiss perché “l’operazione commerciale Game of Thrones” era destinata a lasciare un senso di insoddisfazione ai più, per spostare l’interesse altrove. Operazione voluta o non voluta? Questo non lo posso dire, ma sono certo che il tutto sta portando un beneficio ad una sola persona ed alla sua opera principale: George R.R. Martin.

Game of Thrones nasce come opera letteraria. Non è ancora conclusa e, forse, ci vogliono ancora un po’ di anni per leggere la parola fine. C’è chi legge Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco dagli anni Novanta e ad un certo punto della propria vita si è ritrovato in una situazione antipatica: HBO ha prodotto uno show televisivo destinato a concludere le trame dei romanzi, a proseguire la storia con autori diversi. Ho sempre ritenuto grave questa scelta di scavalcare una serie di libri che amo tantissimo. Così all’inizio ho evitato la serie tv, per evitare “spoiler” di una storia che è nata su carta e morirà (si spera) su carta.

Visto che è difficile evitare un fenomeno mediatico, che ha coinvolto milioni di spettatori, ho fatto un passo indietro, recuperando ogni singolo episodio dello show. Ho tradito me stesso e la mia scelta iniziale? Assolutamente no, perché ho intuito una cosa, che si è rivelata tale. Oggi, Game of Thrones si sta chiudendo con un finale che è da considerarsi “eretico”.

Per questo non soffro alcun “passo falso” di una macchina produttiva che è passata dall’adattare una grande storia a doverla scrivere e concludere (in maniera sbrigativa, forse per esigenze di budget). Perché la verità è una sola: David Benioff e D.B. Weiss non sono nessuno per regalare al mondo la conclusione delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco. Lo hanno fatto, per una questione “commerciale”, ma nessuno può sostituirsi al creatore o scavalcarlo. Non possono farlo loro, non lo possiamo fare noi, non può farlo nemmeno uno scrittore geniale amato e acclamato dal pubblico.

Il vero epilogo della saga sarà – doverosamente – quello che fra 10, 100 o 1000 anni verrà proposto nei romanzi (si spera prima). Dunque, sarà quello scritto da Martin o attraverso le sue esatte indicazioni. David Benioff e D.B. Weiss non dovevano chiudere la serie tv lasciando nello spettatore un senso di “perfezione e soddisfazione”. Anzi, attraverso il loro lavoro stanno riuscendo a spostare l’attenzione tutta sui futuri libri, che saranno accolti come “testi sacri”.

Mentre ieri erano in 10 persone ad interessarsi ai romanzi di Martin, oggi ne abbiamo 10.000 (numeri simbolici), che si fionderanno in massa per leggere “la vera continuazione” e il “vero finale”. Quel GOT eretico e imperfetto sarà “corretto” dall’unica persona autorizzata a mettere la parola fine su un’opera lunga e complessa.

Una presa in giro per i “fan della serie tv”? Molti si possono sentire traditi dall’operazione, considerato che David Benioff e D.B. Weiss hanno offerto una versione alternativa e frettolosa degli eventi. Ma non si poteva fare altrimenti, perché GOT ha origini cartacee ed il suo futuro è lì. Il pubblico avrebbe dovuto intuire sin dal primo episodio un destino non glorioso per la serie televisiva di HBO.

Per questo è esagerato far passare David Benioff e D.B. Weiss come due incapaci assoluti. Sono sempre quelle persone che per sei stagioni hanno fatto innamorare milioni di persone, avvicinandole ad un prodotto che i più ignoravano. Lo hanno gestito alla grande, rendendolo un fenomeno mondiale. Poi si sono dovuti “adattare” ad una missione impossibile, ma ormai necessaria: simulare, senza troppa disponibilità di budget, l’epilogo di una storia che deve ancora essere scritta. Meglio così!

Star Wars è veramente a rischio? La situazione è allarmante? No, perché ci troviamo di fronte a due operazioni completamente differenti: i due showrunner non dovranno adattare niente, non dovranno creare una storia approssimativa, ma potranno lavorare con maggior attenzione ed affetto ad un’opera al 100% loro e con un budget dignitoso. Le potenzialità per far bene ci sono tutte.