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Star Wars: in Aftermath il rituale “Sith” per la resurrezione dell’Imperatore

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Star Wars. La Trilogia di Aftermath è composta da tre romanzi scritti da Chuck Wendig (qui per l’introduzione), che in molti definiscono come uno dei tasselli più importanti del nuovo canone. Le storie sono ambientate subito dopo Il Ritorno dello Jedi e svelano il piano dell’Imperatore per distruggere il suo Impero, ormai fallimentare, e inaugurare qualcosa di nuovo, migliore e più forte. Dunque, sono stati piazzati qui i semi del Primo Ordine, ma non è tutto…

Il personaggio Yupe Tashu, presentato come un cultore Sith, che era stato uno dei consiglieri più vicini all’Imperatore, potrebbe aver messo in moto qualcosa che scopriremo in Star Wars The Rise of Skywalker e che riguarderà proprio la presenza di Sheev Palpatine (Darth Sidious).

Tashu era visto da molti come un ciarlatano e un visionario, poiché era assolutamente convinto che l’Imperatore sarebbe tornato dalla morte. In una scena chiave del terzo libro – Aftermath: La fine dell’Impero – Chuck Wendig ci mostra Tashu interagire con Gallius Rax e condurre una cerimonia misteriosa.

Gallius Rax era un uomo che Palpatine coinvolse decenni prima nel suo grande piano. Era un bambino di Jakku, quando fu selezionato dall’Imperatore per azionare il piano post mortem di distruzione dell’Impero stesso e di creazione di un nuovo esercito, su un nuovo punto misterioso della Galassia.

In questo strano rituale vengono utilizzati una maschera Sith e un Holocron. I due hanno proprio accennato al ritorno di Palpatine, un ritorno in cui Tashu credeva ciecamente, mentre Rax assolutamente no. Infatti, quest’ultimo aveva deciso di assecondarlo per utilizzare la sua fede in Palpatine come uno strumento per manipolarlo.

Qui di seguito potete leggere un passaggio di questo libro che potrebbe essere fondamentale:

Tashu saltellava davanti ai manufatti, accarezzando ogni teca con le dita, e borbottava tra sé. Rax notò che si era morso il labbro inferiore fino a farlo sanguinare. “Sei pronto?”, gli domandò.

“Sì”, rispose Tashu, voltandosi. Aveva i denti macchiati di sangue e stava piangendo. “Palpatine è sopravvissuto. Lo incontreremo nell’oscurità. Tutto è andato come aveva previsto il nostro Maestro. Ogni cosa ha seguito il suo grande piano. E ogni sacrificio è stato compiuto”.

Non ancora, pensò Rax.

“Devi indossare le vesti dell’oscurità”, disse Rax. “Finché non avremo trovato Palpatine e lo avremo riportato in vita, reincarnando la sua anima, sarai tu a portare il mantello del Lato Oscuro”. Ovviamente era una menzogna. Rax non credeva ad una sola parola, ma era fondamentale per convincere Tashu. Le menzogne, in fondo, erano guinzagli: bastava dare uno strattone ogni tanto per costringere a obbedire chiunque se le fosse bevute.

E quel matto di Tash se l’era bevuta perché i matti credevano sempre in quello che confermava la loro visione della galassia. Tashu era convinto che ogni cosa appartenesse al Lato Oscuro e che Palpatine non fosse soltanto il leader dell’Impero, ma di ogni essere vivente nella galassia. Secondo lui, quel rito avrebbe riportato in vita il Signore Oscuro.

Cosa è accaduto dopo potete leggerlo acquistando il libro pubblicato in Italia da Multiplayer Edizioni. Star Wars Aftermath è una trilogia che merita essere letta e studiata e che coinvolge quasi tutti i protagonisti della saga.

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