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Star Wars The Rise of Skywalker: vi spiego perché ci sarà Palpatine

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Star Wars The Rise of Skywalker è il titolo di Episodio IX. Lucasfilm e Disney ci hanno mostrato il primo teaser trailer, lasciandoci con un grande, grandissimo punto interrogativo: cosa ci fa la risata di Sheev Palpatine (Darth Sidious/L’Imperatore) nella parte finale del video? Perché l’attore Ian McDiarmid è apparso sul palco del panel di Episodio IX durante la Star Wars Celebration? Non è possibile rispondere con certezza assoluta, ma ci sono alcune ragioni ben precise per cui la presenza di Palpatine in questo film era scontata.

Chi segue i vari prodotti del nuovo canone sa bene che c’è un grosso piano dietro gli eventi della Nuova Trilogia, un piano mastodontico che parte dall’Imperatore. Lo abbiamo scoperto nella trilogia di libri Aftermath, Debito di Vita e La Fine dell’Impero. Abbiamo visto come ha agito, dopo la morte, Sidious anche nel fumetto L’Impero a pezzi. L’Imperatore è il più grande calcolatore della storia del cinema e non solo. Con una pazienza mastodontica ha distrutto la Repubblica, l’Ordine degli Jedi e creato l’Impero Galattico. La sua morte non poteva essere affatto la conclusione del suo piano, visto che era anche un grande interprete delle visioni della Forza, vedeva il futuro.

Palpatine aveva previsto l’avvento di Luke Skywalker e dopo un ventennio di dominio incontrato aveva visto il suo Impero deteriorare. Sapeva che quel ragazzo, venuto dal nulla, avrebbe influito sulla sua storia personale. Allo stesso modo aveva capito che doveva programmare (in un modo o nell’altro) le conseguenze della sua dipartita. Il ritorno di Anakin Skywalker ha segnato la sua fine, ma il suo piano di ricostruzione post mortem era già messo in piedi da tempo.

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Subito dopo la distruzione della seconda Morte Nera si sono attivati i suoi Messaggeri Imperiali (droidi con all’interno la sua “coscienza”) che hanno scatenato l’Operazione Cenere, tentando di continuare la guerra ad oltranza, ma soprattutto di distruggere Naboo, il pianeta d’origine dello stesso Palpatine. Dunque, l’Imperatore aveva creato questi Messaggeri per dirigere l’Impero dopo la sua morte, fino ad un momento particolare, che è stato rivelato nei romanzi della serie Aftermath, scritti da Chuck Wendig.

Queste storie, fondamentali per il canone, ci mostrano la nascita del Primo Ordine. Cosa è? E’ il punto di arrivo del grande piano di Darth Sidious. L’Imperatore aveva colto già da anni che il suo Impero era imperfetto ed era già deciso a tagliare i rami secchi, per portarlo verso una distruzione totale dopo la sua scomparsa. Aveva scelto sul pianeta Jakku un bambino e lo ha fatto crescere con un compito ben preciso: distruggere la Flotta Imperiale e fondare nelle Regioni Ignote un nuovo grande esercito.

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Il “primo ordine” dell’Imperatore era proprio questo e Gallius Rax (questo il nome del suo pupillo) è riuscito a portare a termine l’incredibile disegno. Per tutti i dettagli di questa vicenda e per scoprire il destino dei suoi protagonisti è consigliabile leggere i romanzi.

La nuova Trilogia non a caso parte proprio su Jakku, il pianeta scelto dall’Imperatore per distruggere l’Impero, per ricostruirlo più forte, più efficiente, più spietato in un altro punto della Galassia. Sul pianeta dove è cresciuta Rey esisteva un Osservatorio Sith, un luogo misterioso ed oscuro, che custodiva chissà quali segreti. E’, dunque, impossibile immaginare, viste le premesse, una conclusione della Trilogia senza la presenza di Darth Sidious.

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Da lui è partito tutto, nel punto esatto selezionato tantissimi anni prima della sua morte e con lui finirà questa storia. In che modo? Probabilmente l’unica certezza che abbiamo è proprio la sua morte per mano di Darth Vader (l’Anakin Skywalker che aveva corrotto e deviato sin da quando era piccolo).

Probabilmente in Rise of Skywalker Palpatine non ritornerà da vivo, ma sentiremo in maniera potente la sua presenza e capiremo cosa ha costruito veramente per il futuro della Galassia. In realtà in Star Wars Rebels abbiamo visto l’Imperatore impegnato ad ottenere la vita eterna: aveva violato il “Mondo tra i mondi“, ma senza riuscire poi a controllare questa enigmatica dimensione della Forza, che connette tutto e tutti e dove ogni cosa sembra possibile.

Star Wars Rebels

Insomma, Sheev Palpatine non è “uno che molla”, anzi attraverso il Lato Oscuro, la preveggenza, l’astuzia, la menzogna, l’abilità politica ecc.. ha sempre costruito e raggiunto quello che appariva impossibile. C’è qualcos’altro che non ci è stato detto! Non ci resta che aspettare Episodio IX…