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Star Wars: Liam Neeson si difende da offese e accuse di razzismo

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STAR WARS. Liam Neeson, attore che ha interpretato Qui-Gon Jinn in Episodio I – La Minaccia Fantasma, è finito al centro delle polemiche dopo una recente intervista. Sul web, nelle ultime ore, si stanno moltiplicando le accuse di razzismo e le offese nei suoi confronti.

Liam ha fatto una confessione pubblica molto pesante. Ha raccontato di aver vissuto nella vergogna, per aver avuto anni fa pensieri razzisti dopo una tragedia subita da una persona a lui vicina. Neeson ha ammesso che aveva pianificato un attacco, spinto da puro odio, dopo che una sua amica era stata violentata da una persona di colore. L’odio lo aveva spinto a cercare vendetta:  voleva sfogare tutta la sua rabbia attraverso la violenza fisica su un’altra persona di colore “a caso”. Fortunatamente tutto questo è rimasto nella sua testa, non l’ha mai messo in atto. Anzi, è riuscito a riemergere da questo odio, ma ancora oggi convive con il senso di vergogna, con la consapevolezza di aver fatto pensieri orribili.

Neeson ha sottolineato che tutto ciò è avvento 40 anni fa, quando aveva 20 anni.

STAR WARS: il web non perdona Liam Neeson

I suo “ex-fan” non sembrano aver perdonato questo suo momento di debolezza e di confusione. Infatti i commenti di odio nei suoi confronti crescono di ora in ora sui social network.

Per questo Liam ha cercato di spiegare la sua posizione ai microfoni di Good Morning America.

Ha ammesso di essersi ritrovato in una brutta situazione, che lo ha veramente sconvolto. Non riusciva a dominare quell’istinto violento, che si è generato dopo il male vissuto dall’amica. Il tutto lo ha shockato e gli ha provocato a lungo un dolore interiore. Ha persino cercato aiuto. E’ andato da un prete per confessarsi. Poi si è aperto con due suoi amici, che lo hanno aiutato a liberarsi da questo peso e da questa sensazione di vergogna. Il tutto per ribadire che non è razzista.

Gli utenti dei social, moltissimi, stanno chiedendo la sua testa (professionalmente parlando) e vogliono iniziare una campagna per boicottare i suoi film.

Non tutti, perché c’è chi, come l’ex giocatore di football John Barnes, reputa che per questa ammissione sia meritevole di medaglia. Stima il fatto che sia riuscito a trovare il coraggio di confessare una cosa grave, mettendo anche a rischio la sua carriera, per dimostrare quanto siano sbagliati i pensieri razzisti.

via | EpicStream