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La NASA risponde: si può sopravvivere nello spazio come Leia?

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LA NASA, secondo Wired.it, avrebbe dato una risposta ben precisa sulle possibilità di sopravvivenza che l’uomo ha nello spazio aperto. Scene del genere si vedono nei film di fantascienza e fanno spesso discutere.

Leia Organa è stata sottoposta a questo “trattamento” in Star Wars Episodio VIII (Gli Ultimi Jedi). La celebre eroina è riuscita a sopravvivere, subendo gravi danni. E’ rimasta nello spazio aperto pochi secondi, ma solo grazie all’utilizzo della Forza è riuscita a trascinarsi al sicuro.

In molti hanno criticato la resa visiva della scena, ma in questo spazio non ci interessa analizzare da un punto di vista “cinematografico” la scena. Per questo ci affidiamo al parere di chi ha competenza scientifica, “fidandoci” dell’articolo pubblicato da Wired in tempi non sospetti.

LA NASA – ECCO PERCHE’ SI SOPRAVVIVE NELLO SPAZIO

Ecco cosa sarebbe stato precisato dalla NASA:

Ne sappiamo abbastanza, lo dice la Nasa, per concludere che si possa sopravvivere a un’accidentale esposizione non protetta allo spazio aperto, a patto che duri poco e che si prendano alcune precauzioni, la più importante delle quali è: svuotare i polmoni prima di uscire e poi trattenere il fiato. Questo accorgimento impedirebbe all’aria di formare bolle che causerebbero seri danni. Per il resto, la pelle del corpo riuscirebbe a contenere lo squilibrio di pressione tra interno ed esterno e non ci sarebbero quindi né esplosioni né ebollizione dei liquidi interni, anche se il corpo inizierebbe gradualmente a gonfiarsi. Tenendo bocca e occhi chiusi si eviterebbe inoltre la vaporizzazione della saliva e delle lacrime. Quanto al freddo: il calore non si dissipa in modo efficiente nel vuoto, quindi il corpo non congelerebbe rapidamente. Certo, resterebbe il problema delle bruciature causate dall’esposizione ai raggi solari, e in ogni caso la perdita di ossigeno nel sangue porterebbe all’incoscienza. Ma insomma: probabilmente un minuto o giù di lì di permanenza nello spazio non causerebbe danni seri. Questo per quanto riguarda gli esseri umani“.

Il sito web Astronomia per tutti aggiunge:

Quindi, se avete voglia di fare una passeggiata nello spazio senza protezioni, cercate solamente di non prendere aria prima di uscire!
In questo modo un corpo umano può restare nello spazio senza protezione per oltre 30 secondi senza riportare danni irreversibili.
A causa della mancanza di ossigeno, dopo 15-20 secondi si perde però coscienza perché il cervello non ha più rifornimenti energetici. Entro due-tre minuti arriva la morte; lo stesso tempo richiesto per un “classico” soffocamento“.

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